
“Prospettive” festeggia i suoi primi 40 anni. In questi quattro decenni il giornale diocesano di Catania si è conquistato uno spazio significativo nel dibattito socio-culturale e ha rinnovato sia la redazione sia l’approccio alla realtà.
Nato il 5 aprile 1985 come bisettimanale cattolico, cartaceo, è divenuto settimanale il 6 gennaio1986 e poi, dal 2016, con la denominazione “Prospettive.eu” si è trasferito sul web, divenendo un giornale online.
In questi 40 anni si sono succeduti alla guida del giornale cinque direttori (tre sacerdoti – Agatino Giuffrida, Giuseppe Bruno, Giuseppe Longo – e due laici, Salvatore Giuliano e chi scrive) ed è mutato anche l’assetto societario: dalla Cooperativa Zenia 84, che lo ha gestito dal 1985, il 3 maggio 1999, la proprietà è passata alla società Arca srl.
Nella storia del giornale figurano firme significative del giornalismo locale e storiche personalità della vita ecclesiale. Pensiamo, in particolare, a monsignor Antonino Calanna che ne fu il geniale editore e a Salvo Nibali, che per i primi vent’anni del giornale (morì prematuramente nel 2005) fu l’anima della redazione. “Prospettive” già dagli inizi si distinse per inchieste o campagne giornalistiche a favore della giustizia sociale, del contrasto alla povertà educativa, al clientelismo e al potere laico-tecnocratico. Già nel 1985, per esempio, un articolo a firma dell’allora giovane parroco di Zia Lisa, don Piero Sapienza, lanciava l’allarme sociale su un asilo, da poco costruito, ma totalmente abbandonato dall’amministrazione comunale in un territorio ad altissima dispersione scolastica e povertà educativa. Quella campagna giornalistica evitò che la struttura venisse definitivamente abbandonata o adibita ad altri scopi.
1995, il mondo cattolico in piazza per la sussidiarietà
Dieci anni più tardi, nel 1995, per andare a un altro esempio ancora più eclatante, “Prospettive” si intestò la battaglia contro la gestione verticistica e anti-sussidiaria del Comune da parte della prima giunta Bianco. Il municipio aveva vissuto in passato gli anni della commistione fra politica-affarismo e mafia, a cui era seguita la paralisi amministrativa. Agli inizi degli anni Novanta sembrava essere arrivata una primavera politica. Ma la giunta pensò di combattere il clientelismo, eliminando alla radice la sussidiarietà e instaurando una gestione verticistica del Comune. Ci fu una rivolta del mondo cattolico, delle parrocchie e dell’associazionismo. Catania, senza presìdi di solidarietà rischiava di esplodere. Senza dire che i servizi gestiti direttamente dal Comune, costavano il triplo rispetto al passato con effetti sull’utenza meno significativi. Gli articoli pubblicati su “Prospettive” portarono a un rimpasto della giunta e a un cambio di direzione: si comprese che più società fa bene allo Stato e all’Ente pubblico territoriale. Sono solo due esempi, ma altri se ne potrebbero portare. Da quella storia emerge la consapevolezza che la Chiesa e il mondo cattolico laicale, non possono stare silenziosi nel dibattito pubblico.
La nuova stagione e le scelte di fondo
Oggi “Prospettive.eu” vive una nuova stagione: vanta una nutrita rete di collaboratori (in larga parte under 30), per lo più formatisi attraverso i corsi gestiti dall’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi.
“Prospettive”, inoltre, in questi ultimi anni ha effettuato alcune scelte di fondo. La prima: privilegiare l’approfondimento sulla cronaca spicciola, senza fermarsi alla superficie dei fatti. Questo ha permesso alla redazione di superare il metodo del “copia e incolla” o delle notizie usa e getta per privilegiare una informazione “lenta”, ma originale e documentata.
La seconda: affinare uno sguardo capace di scoprire fra le pieghe della cronaca (anche quella nera) “pepite” di bene, semi di speranza. Questa scelta ci ha consentito di entrare anche nel racconto di episodi di violenza, o in tragedie, guardando sempre negli occhi i protagonisti, chiedendoci il perché di quei gesti, cercando di non additare come mostri gli autori dei crimini e individuando ove possibile percorsi positivi o figure di volontari per uscire dal tunnel.
La terza: promuovere una informazione che accompagni il lettore alla comprensione dei fenomeni e non alimenti una “comunicazione armata” che semina odio e divisioni nella società. Con questo bagaglio, “Prospettive” si avvia a vivere una nuova fase della propria storia.
Lasciarsi stupire dalla realtà
In questa ottica, abbiamo compreso di più l’invito di Papa Francesco nel suo Messaggio per la LIX Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali a guardare in profondità il reale, a non oscurare i volti delle persone di cui ci occupiamo, a lasciarci ferire dalle storie che incontriamo. Solo se ci mettiamo in questa ottica saremo capaci di scorgere i piccoli segni di luce che persistono anche nelle situazioni più oscure. Ma per riuscire a vederli, dobbiamo lasciarci stupire dal reale. Cioè dobbiamo essere veri, noi per primi. È proprio l’esperienza che intendiamo continuare a portare avanti, con l’aiuto dei nostri giovani collaboratori.
*Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali e del giornale “Prospettive”