Catania ha vissuto un momento di intensa spiritualità e riflessione, in occasione del Giubileo degli Imprenditori e del Mondo del Lavoro, organizzato dall’Ufficio Pastorale dei problemi sociali e il Lavoro della Diocesi di Catania . L’evento, presieduto dall’Arcivescovo Metropolita di Catania, monsignor Luigi Renna, ha visto la partecipazione di lavoratori, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni locali, uniti nella ricerca di un futuro lavorativo più giusto e solidale.

Il raduno iniziale si è svolto alle ore 17:00 presso la Chiesa Badia di Sant’Agata, da dove è partito un pellegrinaggio verso la Basilica Cattedrale. Un cammino simbolico che ha rappresentato il percorso di fede e di impegno sociale necessario per costruire una società più equa, in cui il lavoro sia strumento di dignità e non di oppressione.

Nell’omelia pronunciata durante la celebrazione eucaristica, Monsignor Renna ha ricordato il significato profondo del Giubileo, un’occasione di conversione non solo personale, ma anche sociale. Facendo riferimento al Libro del Levitico, ha sottolineato come il Giubileo sia stato pensato per ristabilire la giustizia nel popolo di Dio, garantendo equità nell’uso della terra, nella distribuzione delle risorse e nelle relazioni tra le persone.

“Nessuna persona viene al mondo per essere oppressa, siamo tutti fratelli e sorelle, figli dello stesso Padre, nati per essere liberi”, ha dichiarato l’Arcivescovo, richiamando il messaggio evangelico di solidarietà e giustizia. Parole che risuonano con particolare forza in un contesto lavorativo segnato da incertezze e difficoltà.

Nel corso della celebrazione, Monsignor Renna ha anche espresso preoccupazione per alcune problematiche specifiche che riguardano il mondo del lavoro in Sicilia, come la crisi di aziende importanti, la cassa integrazione e le difficoltà infrastrutturali legate alla gestione delle risorse, in particolare dell’acqua. Ha inoltre posto l’accento sulla necessità di garantire un’occupazione “libera, creativa, partecipativa e solidale”, come indicato da Papa Francesco nella Bolla di indizione dell’Anno Giubilare “Spes non confundit”.

Due brani della Scrittura hanno guidato la riflessione della giornata: il racconto della chiamata di Mosè nell’Esodo, simbolo della liberazione dalla schiavitù, e la parabola evangelica del vignaiolo, che rappresenta la pazienza e la speranza nel cambiamento.

Particolare attenzione è stata riservata al progetto “Senza catene”, un’iniziativa volta a favorire il reinserimento lavorativo degli ex detenuti. Un segno concreto di quella speranza che la Chiesa e la società sono chiamate a offrire a chi ha bisogno di una seconda opportunità.

Il Giubileo degli Imprenditori e del Mondo del Lavoro si è concluso con un forte appello alla responsabilità collettiva: il lavoro non deve essere solo una fonte di reddito, ma uno strumento di dignità e di crescita umana, capace di trasformare la società in un luogo più giusto e fraterno.

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