L’Arcivescovo Domenico Picchinenna, 40 anni or sono, proprio per la Quaresima del 1985, nella sua Lettera Pastorale “Conversione e Servizio”, esortava il  popolo di Dio che è in Catania a “farsi carico della realtà umana di Catania, a partire dagli ultimi”. Per raggiungere questo obiettivo, l’Arcivescovo proponeva una serie di iniziative che andavano dalla Pastorale sociale e del lavoro alle varie forme di volontariato e alla caritas ecc. E, a questo punto, affrontava il problema degli  strumenti della comunicazione sociale, osservando: “La Chiesa Catanese è molto vivace ed attiva. Ma è muta, perché non ha strumenti di comunicazione. Ho la gioia di annunziare, dopo tante attese e discussioni, che tra qualche settimana la comunità diocesana avrà il suo organo di stampa periodica […]”. Era il 10 marzo 1985, quando Mons. Picchinenna scriveva queste parole e il 5 aprile successivo veniva pubblicato il primo numero di “Prospettive”.

L’intuizione dell’arcivescovo Picchinenna

Mons. Picchinenna aveva notato, per inciso, le “tante attese e discussioni” che avevano preceduto la proposta del settimanale diocesano. Ricordo bene, infatti, le molteplici riunioni, iniziate già qualche anno prima, quando un gruppo di laici e di preti avevano posto all’Arcivescovo la questione, con la consapevolezza che la nostra Chiesa avrebbe dovuto disporre di uno strumento per far sentire la propria voce a favore del bene comune della città, per denunciare mali, ingiustizie, ritardi e per fare proposte. Tutto ciò, in fondo, in linea con l’insegnamento della Chiesa che, con la sua dottrina sociale, ha la missione di “annunciare”, “denunciare”, “proporre”. In altri termini, in ciò consiste l’annuncio del vangelo nella realtà sociale. Pertanto, anche un giornale avrebbe contribuito a rendere concreta questa evangelizzazione della vita sociale, potendo arrivare a tutti.

Sacerdoti e laici protagonisti dell’iniziativa editoriale

L’Arcivescovo aveva accolto la proposta e costituito una commissione (di laici e di preti) di cui anche io facevo parte. I risultati dei nostri incontri furono presentati a Mons. Picchinenna con l’indicazione  anche del  nome della testata: quella appunto di “Prospettive”. Mi piace ricordare i nomi di tre sacerdoti, che furono come l’anima del settimanale, non solo nei suoi inizi, ma anche dopo, per molti anni: padre Agatino Giuffrida, l’unico prete in diocesi che, all’inizio, aveva la tessera di giornalista; padre Alfio Fisichella; padre Antonino Calanna, del quale voglio ricordare, in particolare, il fatto che abbia voluto costituire il gruppo redazionale del settimanale, con una visione molto ampia, coinvolgendo anche persone, che non erano strettamente del nostro mondo cattolico (ricordo una mia collega di scuola e suo marito). La redazione, coordinata da Salvo Nibali, si riuniva periodicamente per un confronto sui problemi della Città o della Chiesa, e su alcuni punti si poteva anche concordare la linea comune del giornale.

La chiesa esce dal mutismo

“Prospettive”, come aveva auspicato Mons. Picchinenna, nella lettera pastorale citata, aveva fatto uscire dal “mutismo” la nostra Chiesa di Catania. Io stesso, già il 30 giugno 1985, pubblicavo un articolo di denuncia sull’Asilo nido, costruito da tre anni, sul nostro territorio di Zia Lisa, e mai aperto. Scrivevo, fra l’altro, rivolgendomi alle autorità comunali: “La nostra Comunità cristiana parrocchiale continuerà a lottare perché il nostro quartiere, già tanto provato e mortificato, non sia ulteriormente emarginato e calpestato nei suoi diritti […]. E vorremmo intanto che una struttura come l’Asilo nido non rimanesse inutilizzata ancora per molto tempo, non fosse altro perché il denaro pubblico non deve essere sprecato”.  Allo stesso modo, negli anni successivi, ho scritto per denunciare i ritardi della burocrazia comunale e regionale per la realizzazione della nostra nuova Chiesa parrocchiale. Ma non solo per questo. Infatti, non ho tralasciato le occasioni, per formare ed educare ai valori della Dottrina sociale della Chiesa, attraverso il giornale, come è stato, ad esempio, per le “Giornate sociali diocesane”, o per la costituzione degli “Osservatori diocesani” nei diversi vicariati.

Nel tempo, ho collaborato con diversi direttori di “Prospettive”: Avv. Salvatore Giuliano, Don Giuseppe Bruno, con il caporedattore Dott. Salvo Nibali.

C’è stato un passaggio critico per “Prospettive”, come per tutti i giornali della carta stampata. Mons. Gristina ne discusse in diverse occasioni con il Consiglio presbiterale, di cui facevo parte anch’io, e alla fine la votazione fu per la chiusura della pubblicazione cartacea optando per l’edizione online, come è adesso.

Mi auguro che anche in questa nuova chiave, più consona ai tempi, il giornale possa continuare a essere una voce sempre attenta di una Chiesa che ama questa Città ed è desiderosa di spendersi per il suo vero bene.

foto archivio. Mons. Domenico Pichinenna

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