Il Natale 2016 è stato l’anno della svolta per “Prospettive”: dopo 31 anni di carriera la crisi della carta stampata sembrava aver segnato la fine di un settimanale ecclesiale senza eguali nel panorama del Sud Italia. Unico giornale cattolico a ricevere contributi ministeriali da Roma in giù, questi si rivelarono insufficienti per supportare le spese della stampa e i costi della redazione, così lo storico giornale voluto dall’Arcivescovo di Catania Domenico Picchinenna stava per chiudere per sempre. Grazie alla volontà però di chi lo dirigeva ormai dal 2008, ossia don Giuseppe Longo, Prospettive divenne Prospettive.eu, un giornale online registrato regolarmente al tribunale con possibilità di essere divulgato nei canali social.

Il passaggio al digitale

 «Il passaggio dal cartaceo al digitale – afferma don Giuseppe Longo – non fu semplice, ma fu il solo modo per permettere al giornale di continuare a esistere: molti sacerdoti anziani che erano abituati a sfogliare le pagine non accolsero bene la novità, dovetti convincerli che online avrebbero trovato le stesse notizie e approfondimenti della stampa, compresa l’agenda del vescovo, che prima non era fruibile su internet». Per chi è abituato a sfogliare con calma un settimanale, con la consapevolezza di avere un’intera settimana per leggerlo in maniera completa e approfondita, lo scorrere delle notizie online non è semplice da seguire: «Oggi siamo tartassati da informazioni sui social: tutti condividono novità sulla propria vita privata come se fosse di pubblico dominio e in mezzo a questa miriade di informazioni è difficile selezionare quelle che interessano davvero. Lo stesso “Prospettive” rischia di perdere spazio e seguito tra i lettori. Molti sacerdoti oggi preferiscono informarsi tramite un canale whatsapp privato in cui vengono condivisi solo gli articoli di loro interesse» denuncia don Giuseppe Longo.

«Io stesso – continua – ogni mattina scorro le notizie nel mio smartphone, faccio una rassegna stampa rapida e veloce, ma non posso dire di leggere con attenzione tutti gli articoli che guardo sommariamente. Da questo punto di vista rimpiango il ritmo lento delle pagine di carta da sfogliare, ormai sacrificato alla velocità del web. Il mondo della comunicazione però è in continuo movimento ed è inutile fossilizzarsi sul passato dei grandi redazionali». Quando “Prospettive” nacque, a Catania circolava un solo giornale cartaceo dalla diffusione di massa, ossia “La Sicilia”, una testata di cronaca e commerciale, ma mancava un inserto religioso: un’assenza a cui “Prospettive” cercò di sopperire non per un tornaconto economico, ma morale. «L’obiettivo di una testata cattolica – spiega don Giuseppe Longo – non è solo informare, ma formare: suscitare reazioni, quelle che in gergo ecclesiastico definiamo conversioni. Formare una morale, invitare a riflettere sono le intenzioni che animano da sempre “Prospettive” e continueranno a farlo anche nel formato web».

La digitalizzazione del giornale, voce dell’Arcidiocesi di Catania, ha portato con sé una ventata di novità anche per il sito dell’Arcidiocesi stessa: «Con il crescere dei follower di “Prospettive”, che aveva già una risonanza nazionale, anche i seguaci della pagina web dell’Arcidiocesi sono aumentati, anche grazie a una migliore indicizzazione e a un incremento delle dirette online. Per esempio la diretta della festa di Sant’Agata oggi è gestita direttamente dall’Arcidiocesi e condivisa con tutte le testate, senza alcuna corsa di quelle di maggior rilievo per accaparrarsi l’esclusiva. Internet, dirette, riunioni online si sono addirittura rivelati una salvezza in periodo di covid: questo però non significa che seguire la diretta della Santa Messa possa sostituire la partecipazione a essa. La messa è un momento non di ascolto passivo, ma attivo, con conseguenti spunti di riflessione e dialogo in cui esserci fisicamente e spiritualmente è fondamentale» conclude padre Longo.

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